LA STORIA DI MARCHINO … ANCORA TUTTA DA SCRIVERE!

L’inizio è stato prevedibilmente complicato per il giovane, ma Marchino (così l’hanno soprannominato), non demorde, testa bassa e lavorare.

Giugno 2020, al campo fa il suo ingresso un ragazzo dai modi garbati e gentili, è titubante quasi non voglia disturbare, ha un appuntamento con Giuliana e si presenta, sono Marco, Marco Brunetti. Giuliana lo squadra dalla testa ai piedi, lei ha lo scanner incorporato ,,, un po’ come Terminator con le sue prede! Struttura: normotipo, altezza: media ,,, forse un po’ meno, reattività: da costruire, potenza: da costruire, resistenza: da costruire, velocità: pure. Ok è perfetto, posso allenarlo! Così Marco entra a pieno titolo nel gruppo lanciatori. Un gruppo eterogeneo, alcuni lungagnoni, alcuni grossi, altri meno, una specie di armata Brancaleone alle dipendenze di un’eroica condottiera che non disprezza nulla, non butta niente e lavora con severa fermezza. Il suo credo spirituale della preparazione fisica, si compone di tre elementi incorruttibili: 1- LAVORARE ,,, 2- LAVORARE ,,, 3- LAVORARE. Solo in casi particolari e in situazioni di emergenza, Giuly può concedere una sola sostituzione/integrazione ai tre cardini portanti della sua filosofia sopra citati: ,,, 4 (di riserva)- LAVORARE!!!

L’inizio è stato prevedibilmente complicato per il giovane, ma Marchino (così l’hanno soprannominato), non demorde, testa bassa e lavorare. Non si lamenta, nei primi tempi è stato persino visto sorridere alle frequenti battute dei più vecchi. Sta reagendo e di allenamento in allenamento sembra persino più reattivo. Settembre 2020, è arrivato il momento di esordire in una gara ufficiale e lo fa nel lancio tecnicamente il più complicato: il disco. Inizia così, quasi per caso, il percorso che lo porterà ad abbattere il muro dei 30m nel 2025, con una progressione inarrestabile, lancio dopo lancio, gara dopo gara. Dai 24,20m col disco da 1,5kg della categoria allievi, al fatidico lancio di 30,18m di quest’anno col disco da 2kg, passando per la categoria junior col disco da 1,750kg conclusa con 26,45m. Un’epopea terminata al sesto e ultimo lancio della 30esima gara, con l’abbattimento di un muro che pochi anni prima pareva invalicabile, ma che Marchino ha raggiunto e superato lavorando, lavorando e ancora lavorando! Aveva ragione Giuly, il lavoro paga sempre e ne era talmente convinta da pronosticare già entro quest’anno il “salto del muro”. Il premio? ,,, ovviamente tutti in pizzeria a sue spese! E non immaginate il tifo indiavolato da “torcida” del calcio del gruppo lanci il 16 settembre al Fantinelli di Faenza, quando Marchino ha iniziato l’ultima fatica della stagione. Il record era nell’aria: 1° e 2° lancio sui 28m, quindi un 29, infine dopo un nullo, un altro 28 ,,, e all’ultimo tentativo arriva il fatidico 30,18m nel delirio totale dei compagni di squadra, già con l’acquolina in gola pregustando la scorpacciata di pizza.

Caro Marco, ti sei meritato la stima dei tuoi compagni di viaggio, certamente per aver lanciato l’attrezzo al di là dei sogni, dei limiti, delle speranze, delle ambizioni. Ma ciò che conta veramente è il processo di raggiungimento di un obiettivo, a prescindere dal risultato finale che talvolta ci sfugge per un’inezia. Non è il tuo caso Marco, ricordai per sempre le sensazioni di vittoria, ma anche e soprattutto di delusione, dalle quali hai tratto la linfa vitale per proseguire, resistere e vincere! Questo approccio valorizza la crescita personale, l’apprendimento e la forza interiore che si sviluppano affrontando le sfide, più che il semplice esito. Da oggi rappresenti un ideale, un esempio da seguire, valido per ogni circostanza, efficace per ogni situazione apparentemente anche la più improbabile. Prossimo appuntamento? ,,, il muro dei 40m nel giavellotto distante solo 119cm! AD MAIORA SEMPER.

Il Diploma al merito consegnato a “Marchino” dal gruppo lanci della Libertas Atletica Forlì